Ti Am*
con quella vocale mancante
che è il respiro quando manca il fiato,
con l’asterisco che salva
tutto ciò che non so dire.
Ti amo come chi resta,
non come chi promette.
Ti amo nei giorni storti,
quando l’amore non è luce
ma una mano che cerca il muro
per non cadere.
Ti am* perché l’amore vero
non è intero,
è una frase interrotta,
una paura detta a metà,
un “resta” che non fa rumore
ma pesa più di mille perdite subite.
Ti amo senza eroismi,
senza la pretesa di guarirti
o di essere salvo.
Ti amo da essere umano che invecchia.
Ti amo con il limite addosso,
con l’ego che inciampa,
con il coraggio imperfetto
di chi ti sceglie ancora.
Ti am* quando non ti capisco
e resto comunque.
Quando ti perdo un po’
e non scappo.
Quando l’amore non è complicarsi la vita.
Quando l'amore non è una lama nel cuore che scotta.
Forse l’asterisco è questo:
lo spazio dove posso sbagliare
senza smettere di amare,
dove tu puoi essere fragile
senza dover essere meno di quella che sei.
Ti am*
come si vive davvero:
non completo,
non sicuro,
ma mentre sono presente.